La Manna dell’Anima - Lectio divina - P. Paolo Segneri

MAGGIO

V. GIORNO

Vita spirituale, come si perfezioni.

 

«Cura consummaverit homo, tunc incipiet. —Quando l’uomo avrà finito, allora incomincerà » (Ecclesiastico o Siracide 18, 6).

 

I.

Considera il primo senso di queste divine parole, il qual è, che nella vita spi, rituale sempre hai da operar come un principiante. Però non dice: « Cum consummaverit homo, tunc incipere se putabit. — Quando l’uomo avrà finito allora crederà d’incominciare », ma « tunc incipiet — allora incomincierà » : perchè veramente tu sempre hai da cominciare, cioè dire, hai da diportarti con quel fervore, col quale già cominciasti a servire Iddio. Ma specialmente hai da tenere sempre stabili quelle pietre, che furono il fondamento del tuo edilizio spirituale, le massime della fede, l’abborrimento al peccato, l’amore alla penitenza, il timor divino, sicchè ti avanzi bensì nella perfezione di giorno in giorno, ma sempre su quella via, per la qual da principio t’incamminasti: « In novitate vitae ambulemus. — Viviamo di nuova vita » (Lettera ai Romani 6, 4). Non ti figurar come alcuni, di potere essere divenuto impeccabile. Oh quanto t’inganneresti! In qualunque stato più elevato, più eccelso, tu puoi peccare, e peccare ancor gravemente. Però hai da cominciare, ancora perfetto, a difenderti dal peccato, a darti alla penitenza, come se niente avessi di ciò operato fino a quell’ora: « Perficiens sanctificationem in timore Dei. — Conducendo a fine la santificazione col timor di Dio » (Seconda lettera ai Corinzi 7, 1). il timor divino è il principio della santità: lnitium sapientiae timor Domini. E pur l’Apostolo vuole, che tu compisca la santità col timor divino: Perficias sanctificationem in timore Dei. E perchè ciò, se non perchè ancor provetto devi essere principiante? « Cum consummaverit homo, tunc incipiet. —Quando l’uomo avrà finito, allora incomincierà ». Chi non fa così, guai a lui! « Cum consummaverit — Quando avrà finito », riputandosi già abbastanza perfezionato, « tunc incipiet — allora incomincierà » a fare quelle cadute, ch’egli non fece nella sua giovinezza.

II.

Considera il secondo senso di queste parole, il qual è, che finita un’opera di servizio divino, hai da cominciar tosto l’ altra, senza perder punto di tempo ozioso: « Cum consummaverit homo, tunc incipiet. — Quando l’uomo avrà finito, allora incomincierà ». Finita l’azione, passa alla contemplazione, finita la contemplazione, passa all’azione, con fare del continuo ragione fra te medesimo, che il peggio che a te possa succedere è stare in ozio: « Multam malitiam docuit otiositas. — Molta malizia insegnò l’ozio » (Ecclesiastico o Siracide 33, 29). Non vedi tu come fanno gli agricoltori? stan sempre in opera, o vendemmiando, o seminando, o segando, o battendo, o travagliando con mille loro maniere intorno alla Terra, e così stanno anche sani. Gli scioperati sono quei che si ammalano più degli altri. Vuoi tu star sano di spirito? sta parimente in una continua fatica, perchè l’ozio è l’origine d’ogni male: « In omnibus operibus tuis esto velox. — In tutte le tue azioni sii pronto », con passare da una operazione all’altra, più presto, che sia possibile, « et omnis infirmitas non occurret tibi — e nissun malanno si accosterà a te » (Ecclesiastico o Siracide 31, 27). Ma quanto è forse quel tempo che tu consumi in vanità, in cicalecci, in conversazioni, in riposo inutile? e però non è maraviglia, se lo spirito ti languisce. Credi tu di non dovere a Dio rendere stretto conto di tanto tempo, ch’hai scialacquato a’ tuoi giorni, e forse ancora seguiti a scialacquare? Alla morte lo scorgerai, quando il Signore te lo rinfaccierà, come a sconoscente: « Vocavit adversum me tempus. — Chiamerà a giudizio contro di me il tempo » (Lamentazioni 1, 15). Allora ti farà intendere, quanto di bene avresti potuto operare dentro quel tempo, che si compiacque di dare a te più che a tanti, e non l’operasti. Però non voler più perderlo scioccamente; « Fili, conserva tempus — Figlio, tien conto del tempo », perchè il tempo è un di quei doni, il cui pregio non si conosce, se non allora, che ci sono ritolti. E come dunque dovrai fare a non perderlo? Dovrai passare, più presto che si può, da un’opera all’altra : « Cum consummaverit homo, tune incipiet. — Quando l’uomo avrà finito, allora comincierà ».

III.

Considera il terzo senso di queste parole, il qual è, che quando sarai pervenuto già molto innanzi nella vita spirituale, allora scorgerai chiaramente, che sei da capo. Adesso ti par forse dentro te stesso di essere consumato di perfezione; ma d’onde nasce? dall’essere principiante. Quando sarai consumato, allora conoscerai, che non sei quello, che di presente t’immagini, perchè vedrai sempre più, quanto ti bisogna per arrivare alla vera mortificazione, alla vera umiltà, alla vera ubbidienza, alla vera rassegnazione. E però allora col Santo Davidde dirai tu ancora : « Nunc caepi. — Ora incomincio ». Quegli Scolari, i quali andavano a studiare in Atene, da principio tenevansi dotti assai: ma secondo poi che studiavano, di anno in anno tenevansi meno dotti: sicchè alla fine tornando alle case loro dicevano che non erano dotti niente, perchè intendevano, quanto ci voleva per essere vero dotto. E questo in essi era il maggior segno di essersi approfittati. Ciò che nelle scienze umane succede, molto più segue ancora nelle divine : « Accedet homo ad cor altum et exaltabitur Deus. — Si alzerà l’uomo a gran disegni, e le cose di Dio si solleveranno » (Salmo 63, 8). Quanto più ti sollevi a volerle apprendere, tanto più conosci che stanno da te lontane. E però « cum consummaverit homo, tunc incipiet — quando l’uomo avrà finito, allora comincierà ». Quando egli è consumato nelle virtù, allora è tempo, che cominci ad attendere di proposito ad acquistarle, perchè allor comincia ad intenderle. Nel resto se tu ti credi di averle forse acquistate, t’inganni molto : « Justitia tua sicut montes Dei. — La tua giustizia sia come gli alti monti », non « sicut mons — come il monte », « sicut montes — come i monti »; perchè quanto più sali, tanto più sempre ti resterà da salire. Non hai provato a far mai lungo viaggio per le montagne? Quando le credi finite, allora cominciano : sicchè in progresso di tempo scorgi, quanto ancora sii lontano da quelle cime, a cui da principio credevi di dover giugnere in pochi passi. Però già disse Cristo divinamente: « Cum feceritis omnia quae praecepta sunt vobis, dicite: servi inutiles sumus. — Quando avrete fatto tutto ciò che vi è comandato, dite : noi siamo servi inutili » (Vangelo di Luca 17, 10). Perchè non può giugnere a dire di vero cuore, ch’è servo inutile, se non chi ha fatto ogni cosa.

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