Riflessioni Semplici

Il Covid

Nel 2020 siamo coinvolti in una vicenda dolorosa che tutti ci supera e chiama a vigilanza e attenzione. Cosa ci dice come cristiani questa prova? Ci insegna qualcosa? Come leggerla e viverla da una prospettiva cristiana? Innanzitutto vorrei dire a tutti noi di sollevare lo sguardo per tornare a vedere che ci sono molti, e sono milioni, che da tanti anni vivono nel mezzo del virus della guerra, della fame e della sete, vittime di malaria e di lebbra. Uniamoci a papa Francesco che nella Esortazione Apostolica Postsinodale Querida Amazonia ci invita ad un sogno: unire cura dell’ambiente e cura delle persone in “una storia di dolore e di disprezzo che non si risana facilmente”(QA 16).
Questa prova è arrivata nel Tempo di Quaresima. Riscoprirci fragili è l’invito del Mercoledì delle Ceneri. Questo non significa cadere nello sconforto della sofferenza e della rassegnazione. Come cristiani riscoprirsi fragili significa riconoscerci figli, bisognosi dell’aiuto del Padre. Siamo fragili ma in buone mani. Dio non ci abbandona e noi siamo chiamati a fidarci di lui. Si legge nella seconda lettera ai Corinzi: “Mi compiaccio nelle mie debolezze, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte”. Questo atteggiamento di profonda umiltà e fiducia è fondamentale anche per la nostra preghiera e per la nostra vita. San Paolo comprende con chiarezza come affrontare e vivere ogni evento, soprattutto la difficoltà; nel momento in cui si sperimenta la propria debolezza, si manifesta la potenza di Dio, che non abbandona, non lascia soli, ma diventa sostegno e forza.

La vita

Avevo 20 anni, percorrevo in macchina la strada che mi portava dal lavoro a casa, erano le 19.00 di una calda estate, ero pieno di vita, felice.

Improvvisamente, dal profondo del cuore sale un interrogativo, che mi da grande angoscia

“se non fossi nato…
non esisterei,
dove sarei ???
il nulla più,buio”.

Sono passati tanti anni, una vita intensa, ogni tanto riaffiorava quel pensiero che allontanavo.
Un amico un giorno mi ha detto, noi siamo come le gocce di una risacca, quando siamo in alto ci sentiamo liberi, ma il nostro destino è tornare nel mare.
Ora ho la certezza : sarei in Dio.

La preghiera continua

Ho sentito tante prediche, ho conosciuto persone meravigliose, ma ho sempre avuto la consapevolezza che sentivo esperienze di altri, molto lontane da me.
Quello che conta è come sono io
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Il Pellegrino russo ha passato quasi tutta la vita a cercare qualcuno che gli insegnasse la preghiera.  Aveva con se solo due libri : la Bibbia-Parola di Dio e la Filocalia (scritti dei S.Padri del deserto).
Ha trovato la preghiera PREGANDO.
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Dobbiamo cercare di pregare sempre, quello che è in nostra facoltà è la quantità e non la qualità.
E’ certo che il Signore ci aiuterà.

La vera libertà

Oggi si è perso il significato della vita, si è perso l’obbiettivo, siamo presi da troppe voci.
Occorre andare alla fonte, leggere Parola di Dio e meditarla.
Pochi sanno che l’Amore al massimo grado,“PIETAS”, é rappresentata dal Pellicano che nutre con il proprio sangue i piccoli.
Gesù ha dato la vita per noi, se dimentichiamo questo, tutto è inutile, non arriveremo mai alla LIBERTÀ.
Gesù ci fa liberi, liberi dalle cose del mondo.
Allora tutto va benissimo anche se siamo calpestati nella dignità, calunniati, strumentalizzati, depredati dalle proprietà onestamente guadagnate, offesi, perseguitati. L’uomo libero fa paura al mondo .