I domenicani sono stati grandi promotori del Rosario nel mondo. Hanno creato diverse associazioni rosariane, tra cui la Confraternita del Rosario (fondata nel 1470), la Confraternita del Rosario Perpetuo (chiamata anche Ora di Guardia, fondata nel 1630 dal padre Timoteo de’ Ricci, si impegnava ad occupare tutte le ore del giorno e della notte, di tutti i giorni dell’anno, con la recita del Rosario), la Confraternita del Rosario Vivente (fondata nel 1826 dalla terziaria domenicana Pauline-Marie Jaricot).

San Pio V, di formazione domenicana, fu il primo «Papa del Rosario». Nel 1569 descrisse i grandi frutti che san Domenico raccolse con questa preghiera, ed invitò tutti i cristiani ad utilizzarla.

Leone XIII, con le sue 12 Encicliche sul Rosario, fu il secondo «Papa del Rosario».

Dal 1478 ad oggi si contano oltre 200 documenti pontifici sul Rosario.

In più apparizioni la Madonna stessa ha indicato il Rosario come la preghiera più necessaria per il bene dell’umanità. Nell’apparizione a Lourdes del 1858, la Vergine aveva una lunga corona del Rosario al braccio. Nel 1917 a Fatima come negli ultimi anni a Medjugorje, la Madonna ha invitato e ha esortato a recitare il Rosario tutti i giorni.

S.DOMENICO-1170

Nato a Calaruega in Spagna nel 1170, da Felice Guzman e Giovanna di Asa, fu subito consacrato al Signore dalla madre sua, la quale aveva già visto in sogno che il figlio era destinato dal Signore a compiere cose grandi nella Chiesa.

La principale gloria di S. Domenico é quella di aver divulgato la bella devozione del S. Rosario. Mentre egli predicava nella Linguadoca per la conversione degli eretici, vedendo che gran parte delle sue fatiche riuscivano vane, ricorse all’intercessione della SS. Vergine: e Maria SS. gli ispirò la recita di 150 Avemaria intercalate da 15 Pater e dalla considerazione di 15 misteri di nostra santa religione. Domenico ed i suoi figli con il Rosario riuscirono a convertire gli ostinati Albigesi; S. Pio V ottenne la celebre vittoria di Lepanto sui Turchi, e tutti i Santi che seguirono ebbero dal Rosario le più belle vittorie sul demonio.

Il santo patriarca, dopo aver compiuto in Roma l’ufficio di maestro del Sacro Palazzo, percorse ancora una volta la Spagna e la Francia, lasciando in esse il profumo delle sue virtù e fondando diversi monasteri: ritornò quindi in Italia per terminare i suoi ultimi giorni nel bacio del Signore. Spirò a Bologna circondato dai suoi religiosi il 6 agosto 1221.


B.ALAMO DELLA RUPE-1428

Alano della Rupe, in francese Alain de La Roche (Plouër-sur-Rance, 1428Zwolle, 8 settembre 1475), fu un domenicano bretone, divenuto famoso per la sua particolare devozione al rosario. È tradizionalmente venerato come beato dalla Chiesa cattolica.

Al beato Alano si deve la diffusione della devozione al salterio della Madonna o rosario, del quale stabilì le caratteristiche che sono ancora attuali, fissando delle regole a quello che veniva già recitato per consuetudine: dalla originaria recita di 50 Ave Maria passò a 150 divise in decadi, inframezzate da 15 Pater Noster. Fissò a cinque i temi di meditazione, elaborando gli attuali Misteri, distinguendoli in gaudiosi, dolorosi e gloriosi.

S.LUIGI GRIGNION DA MONFORT-1673

Il più grande cantore di Maria e quindi del S.Rosario, dal 1600 ad oggi, è stato San Luigi Grignion da Montfort.(1673-1716)

Nel suo libro “Il segreto meraviglioso del Santo Rosario”,è spiegato il Santo Rosario in modo semplice e unico. Leggendolo ci si chiede come mai un libro così semplice non è conosciuto come il suo “Trattato”.

Nel Trattato della vera Devozione, al n.250 ,dice testualmente:

Ecco quanto la santissima Vergine rivelo al beato Alamo de la Rupe, come è scritto nel suo libro De dignitate Rosarii, e riferito poi da Cartagena:<Sappi, figlio mio, e fallo conoscere a tutti, che un segno probabile e vicino di dannazione eterna è aver avversione, tedio e negligenza nel dire il saluto angelico, che fu la salute del mondo intero>.Ecco delle parole consolantissime e molto terribili ,che si stenterebbe a credere se non avessimo per garanzia la parola di questo sant’uomo e di S.Domenico prima di lui, e quella ancora di molti illustri personaggi, nonché l’esperienza di parecchi secoli.

Si è sempre visto che coloro che portano il segno della riprovazione, come tutti gli eretici, gli empi, gli orgogliosi e i mondani, odiano e disprezzano l‘Ave Maria e la corona….ect.

B.BARTOLOMEO LONGO-1841

Bartolo Longo è nato a Latiano (un paese della provincia di Brindisi) il 10 Febbraio 1841. morì, a ottantacinque anni, il 5 Ottobre del 1926 a Pompei

Nel 1863 giunse a Napoli per completare gli studi di Giurisprudenza. Proprio per curare le sue proprietà, giunse, nel 1872, in Valle di Pompei. Aggirandosi per le campagne del luogo, sentì salirgli dal cuore il dubbio che ormai da tempo lo tormentava: come avrebbe fatto a salvarsi, a causa delle esperienze poco edificanti della vita passata? Era mezzogiorno e al suono delle campane si accompagnò una voce: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo!”. Capì, dunque, la sua vocazione e si propose di non allontanarsi da Valle di Pompei, senza aver diffuso il culto alla Vergine del Rosario. Cominciò col catechizzare i contadini; ristrutturò, poi, la piccola chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, risalente all’Anno Mille e decise, su consiglio del Vescovo di Nola, di erigere una nuova chiesa, dedicata alla Madonna del Rosario.

Il 14 Ottobre 1883, ventimila pellegrini, riuniti a Pompei, pregarono, per la prima volta, la Supplica alla SS. Vergine del Rosario, sgorgata dal cuore di Bartolo Longo, in risposta all’Enciclica Supremi apostolatus officio (1° Settembre 1883), con la quale Leone XIII, di fronte ai mali della società, additava come rimedio la Preghiera del Santo Rosario.

L’opera dell’Avvocato Longo ha avuto il suo solenne riconoscimento con la Beatificazione da parte di Giovanni Paolo II, avvenuta il 26 Ottobre 1980.